Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
OPINIONE CINEMATOGRAFICA di Pasquale Asquino:
“DISCOLSURE DAY”
Disclosure day: il giorno in cui il regista con il più grande potere contrattuale della storia del cinema perculò il suo pubblico sui suoi intenti (dopo aver raccontato al suo pubblico la sua vita sotto falso nome): oppure è “independence day”, o “la guerra dei mondi”, o, meglio, ”ultimatum alla terra”, o altri centinaia di film su disvelamenti di massa, a prescindere dagli intenti, di forme di vita non terrestri fin quasi dagli albori della storia del cinema?
Sornione quanto amabilmente attempato, lineamenti proverbialmente canonici che neanche AI generated…Spielberg si è prestato al gioco della massiccia esposizione mediatica in corrispondenza del lancio (non altrettanto quasi tutti i suoi storici collaboratori, che da John Williams a Michael Khan sono ben oltre i 90 anni), preceduta da una lunghissima, enigmatica ancorchè centellinata campagna di marketing che, ok, è la prassi da illo tempore nei blockbuster, però ogni tanto capita il caso in cui si sfonda qualche nuovo record, e questo, per restare nella odierna annata, statistiche alla mano, ha superato l’esposizione di “Odissea”…anche se forse non supererà quella di “Avengers Doomsday”, per citare due kolossal da budget molto superiori. Il tutto per un ritorno alla fantascienza con zero.uno effetti speciali (concentrati in brevi clip di mockumentary in B/N), e due scene d’azione che sono entrambe dei topos (ovvero entrambe car chase).
Ma è forse altro quello che interessa al deus ex? Tant’è che dopo 2h 20 di spiegoni, pontificazioni (cattoliche), visioni telepatiche…intuendo che forse quello che gli interessa (spoiler: sull’umanità non sugli alieni) è in fondo indicibile, il film lo fa chiudere, eufemisticamente in sospeso, con una parola…
È senz’altro possibile, in omaggio a chi di noi boomer del pubblico ci ha cresciuti per decenni, “valorizzati”, contribuito fortemente a coltivare un immaginario collettivo all’insegna dell’americanizzazione dei costumi, anche quando le sue produzioni fantastiche per teenager, a spron battuto negli anni 80, erano proprio fuori tema con il nostro quotidiano, continuare a forzarci a sospendere l’incredulità, espressione che proprio lui, con George Lucas, ha fatto migrare nel cinema contemporaneo, quindi ingoiare la dose di plot hole, mcguffin, didascalismi, anacronismi, maccosa, che il film ci propina.
Va preso per quello che è: ovvero Spielberg (autore del soggetto, caso raro) che, ben oltre nel mezzo del cammin di nostra vita, dopo il documentario sulla sua pseudo-biografia (“the Fabelmans”), ci propina quello su ciò in cui crede, come se "incontri..." e "E.T." Non ci fossero mai stati, e con una mera impalcatura di storia derivativa intorno, che è tutto meno che deprecabile, per carità, ma magari, insomma, anche tautologico ai limiti del ridicolo (come il sottolineare che su è impossibile che Dio abbia realizzato un creato così vasto solo per noi della terra…); e ci possiamo credere che ci creda, anche nei toni edificanti che gli appartengono, se per metterlo in scena, si può permettere, con l'autorevolezza senza pari che ha, un budget comunque sostanzioso infischiandosene bellamente di lasciare un forte, divisivo amaro in bocca nel “suo” pubblico se lo spettacolo si riduce a un messaggio umanista tipo “Pace e Amore” (per quanto, poi, puta caso, in concomitanza del film, a renderlo attuale, sono stati da Trump effettivamente desecretati mole di file di avvistamenti UAP… già tutto dimenticato, ovviamente, perché, parafrasando l’ottima Emily Blunt, “viviamo nel flusso”). Anche il film, come il business insegna, già a una/due settimane dal lancio era quasi stato dimenticato, figuriamoci al momento di scrivere ciò, ma Spielberg non ha nulla da dimostrare tanto meno alcun successo da perseguire.
Tutto permesso quindi, ma insomma, nel suo film, girato benissimo ci mancherebbe, qualcosa che non funziona, cinematograficamente, comunque c’è.
Genere: fantascienza
Regia e soggetto: Steven Spielberg
Interpreti: Josh O'Connor, Emily Blunth, Colin Firth